Museo Cantoni
Sede: Via Roma (c/o ex Scuole Elementari) Coltaro.

Il Museo è stato realizzato grazie alla collaborazione tra la "Associazione Tradizioni
della Bassa”, il "Circolo La Duchessa” e la "Comunalia di Coltaro".
Il materiale esposto è stato raccolto e catalogato da Eugenio Martani in oltre vent’anni di studi e ricerche.

Nel Museo sono raccolti gli strumenti musicali appartenuti alla famiglia Cantoni e a strumentisti di altri famosi Concerti a fiato (Pinazzi, Barco, Casanova, Rossi-Jofini), partiture musicali manoscritte, foto dei gruppi strumentali durante le sagre di paese, articoli di giornale ed altri oggetti di interesse.
L’ambiente espositivo ripropone l’atmosfera delle antiche balere.

Le origini del Concerto Cantoni risalgono attorno al 1861 anno in cui Giuseppe Cantoni, classe 1841, fondò a Casale di Mezzani il “Concerto a fi ato” assieme a validi musicisti della zona. Abile suonatore di fl icorno avviò, in gio-
vanissima età, tutti i suoi 14 fi gli (9 maschi e 5 femmine), allo studio della tromba, trombone e fl icorni vari con il pre ciso progetto di creare una formazione di fi ati con tutta la sua numerosissima famiglia. Tra essi si distinsero Riccardo diplomatosi in tromba al Conservatorio “A. Boito” di Parma
(autentica celebrità dell’epoca) che compose i brani più raffinati del Concerto Cantoni, Fernando solista di bombardino e compositore di molti ballabili all’inizio del novecento e Dante virtuoso di basso tuba. La formazione da Concerto a fiato “inventata” da Giuseppe
Cantoni era costituita da 12-13 elementi; unici elementi esterni alla famiglia erano i clarinettisti.
Giuseppe Cantoni veniva scritturato con il suo Concerto inizialmente per le feste contadine dedicate alla mietitura, alla vendemmia ed alle sagre; ben presto divenne un “nome” grazie alla professionalità ed al singolare modo di richiamare il pubblico con “l’invito”, dove il quartino solista saliva ad un balcone, ad una fi nestra (o addirittura su di un albero seminascosto tra le foglie) ed eseguiva un brano (che per lo più era il valzer de “l’usignolo”) accompagnato dal resto del Concerto a fiato.

Questo nuovo genere di musica imperniato su valzer, polka e mazurka conquistò la gente; il ballo popolare divenne un appuntamento fisso e di riferimento per tutte le occasioni di festa.
Seguendo il messaggio musicale di Giuseppe Cantoni nacquero altri Concerti a fiato quali il Concerto Pinazzi di Bocca d’Enza, il Concerto di Barco di Bibbiano,
il Concerto Rossi-Jofini di Roccabianca, il Concerto Capelli di Pieveottoville e il Concerto Casanova di Colorno.
La conduzione del gruppo restò nelle mani del fondatore Giuseppe dal 1861 fino al 1909 anno della sua scomparsa; il testimone fu raccolto dal figlio Fernando fino agli anni sessanta quando consegnò il Concerto nelle mani di suo figlio Serino virtuoso di bombardino. A Serino si deve l’incontro artistico con grandi maestri del teatro e del cinema del calibro di Giorgio Strehler, Roberto Leydi e di Bernardo Bertolucci che ha portato il Concerto Cantoni sul set di tre importanti films quali Strategia del Ragno, Novecento e Tragedia di un uomo ridicolo.

Nel corso della visita sarà possibile l’audizione delle vecchie incisioni su dischi 78 giri risalenti agli anni ‘30.
La diffusione sonora di un CD accompagnerà il visitatore in un percorso guidato che faciliterà la conoscenza di questo filone di musica popolare. Le composizioni e le esecuzioni dei Cantoni e degli altri concerti a fiato, costituiscono una esperienza unica nel panorama musicale non solo nazionale e sono patrimonio di cultura e tradizione popolare tipico della Bassa.

Ideatore e responsabile del museo è Eugenio Martani. Nato a Sissa nel ‘62 è entrato nel concerto Cantoni nel 1983 come solista di quartino. Appassionato studioso e ricercatore di musica popolare ha fondato nel 1998 l’Associazione Tradizioni della Bassa che ha lo scopo di “recuperare, mantenere vive e diffondere tutte le tradizioni tipiche della Bassa (zona rivierascadel fiume Po), la storia, la conoscenza dei personaggi e la cultura della zona”.

 

 

© Sixia.it Tutti i diritti riservati