Arroccato
ai piedi del Monte Croce ( m. 945), si sviluppa l'antico paese di Terenzo.
La
prima notizia storica sull'abitato risale al 948
d.C. in un documento che certifica la donazione di Terenzo,
da parte di Re Lotario, al Vescovo Maginfredo.
Annosa è la disputa sul nome, forse risolta dagli studiosi del
Centro Studi Val Baganza:
"Nessuno
più crede che Terenzo possa essere identificato con il "forum
Druentinorum" (piazza o mercato dei Druentini), inciso
su un'epigrafe parmense del II sec. d. C. Pertanto l'unica spiegazione
plausibile di questo toponimo sembra essere quella che lo collega al
nome romano "Terentius"
(come il vicino "Cassius"), il che starebbe ad indicare la
presenza in questa zona di un romano così ricco ed influente
da avere impresso il proprio nome, tale e quale, senza nemmeno l'abituale
suffisso "-anus", alla terra che l'ha ospitato. Però
vien voglia di pensare anche al verbo latino "tèrere"
che al participio presente fa "tèrens, teréntis"
e che significa "triturare" ed anche "levigare",
due significati che potrebbero essere in armonia con la eterna frana
che tritura e leviga ad un tempo la conca in cui Terenzo giace. È
tuttavia doveroso ricordare che la prima sicura comparsa del nome del
paese (questo avviene l'11 giugno 948) è segnata con la forma
"Treùntio" o "Trevùntio",
e questa potrebbe rimandare alla radice su cui è fondato, per
esempio, Trento: una radice di origine celtica indicante una "triforcazione"
o "trivio"; e Terenzo proprio è punto di confluenza
(e di partenza) di tre direzioni di marcia: dalla Val Baganza a est,
dalla Val Sporzana a nord e dalla Val Taro a ovest".
Fulcro
quindi della viabilità antica, ricordiamo che i massesi e gli
spezzini passavano di qua per gli spostamenti della Via del Sale o Via
del Grano, Terenzo è ora tagliato fuori dall'intenso traffico
automobilistico grazie alla Strada Statale della Cisa, pur rimanendo
in una posizione strategica che consente in pochi minuti il raggiungimento
di centri importanti, quali Calestano e Fornovo di Taro.
L'agglomerato
di antiche case, per lo più di sasso, si erge a protezione di
quello che è il gioiello del paese, la piccola Chiesa
Parrocchiale di Santo Stefano. Tramandano gli anziani del
paese che un tempo Terenzo era un grande paese che comprendeva anche
l'abitato di Bardone ed aveva moltissimi abitanti. Nel 1294, però
una disastrosa frana distrusse quasi tutto, Chiesa compresa. Ricostruita
nel 1494 , fu di nuovo riedificata nel 1789, per far fronte all'ingente
stato di degrado. Oggi la costruzione , completamente ristrutturata,
si presenta nel sua veste migliore. Come molte Chiese di montagna, alle
spalle del campanile c'è l'antico cimitero, con l'annessa cappellina.
Nel sagrato circostante si erge l'interessante monumento in pietra e
ferro richiamante la passione di Gesù e raffigurati le tenaglie,
i chiodi e le spine usate dai suoi persecutori.
Un tempo sul campanile si poteva calcolare l'ora grazie a una meridiana,
di cui, purtroppo oggi non rimangono che l'indicatore in ferro e i racconti
di chi ricorda l'antica iscrizione, monito per viandanti e abitanti:
"Non dir di me se tu non sai, pensa di te e poi di me dirai".
Nella
Chiesa si possono ammirare la campana
dell'antico Xenodochio per poveri, zoppi e pellegrini, istituito nel
1355 da Gherardo Zily e distrutto da un incendio nel XVI secolo e il
pregevole dipinto raffigurante il S. Cuore, l'Eucarestia e i simboli
della passione, attribuito a Giuseppe Peroni (1767-76 circa).
La famosa Croce astile in rame e
bronzo (di cui sono esposte alcune immagini), probabile dono di Carlo
IV, e appartenente all'antica Cappella Imperiale dedicata a Santa Maria
degli Angeli, è custodita nei forzieri della Curia a Parma. Anche
altri arredi e paramenti particolarmente antichi e preziosi sono custoditi
in locali sicuri e fanno ritorno al paese solo in circostanze particolarmente
importanti.
Un'ultima curiosità su questo luogo di culto, riguarda una vecchia
statua, di scarso interesse artistico, conservata in canonica e rappresentante
Sant'Espedito protettore delle cause
perse. Le signore del paese raccontano che a Lui si rivolgevano in modo
particolare le "ragazze" di una certa età che ancora
non avevano trovato marito!
All'ingresso
del paese, a testimoniare come la fede accompagnasse ogni giornata degli
abitanti di questo paesino, è ancora possibile ammirare una piccola
maestà, "Il Santino",
costruita negli anni precedenti la Guerra per ospitare un'antica statua
di Gesù Bambino ritrovata nei campi e probabile reperto dei luoghi
di culto andati distrutti di cui si è parlato.
Seguendo
la via principale e passando tra i borghetti lastricati di pietra, il
turista si troverà davanti a un cippo di pietra scolpito dall'artista
Nino Medici e rappresentante l'Imperatore Carlo
IV. Inaugurata nel 2001, la piazzola che lo ospita sarà
a breve ultimata, rendendo quest'angolo uno dei più suggestivi
del paese.
Vicino
agli spazi di aggregazione del paese (parco giochi, circolo
e biblioteca) svetta il Municipio,
ricavato da uno storico edificio che ha ospitato un ospedale e la stazione
di sosta della diligenza postale Parma - Berceto. Sede comunale dal
1914 e acquistato per 9.000 lire in contanti, l'edificio ha subito numerose
modifiche, tra le più importanti si ricorda quella che portò
all'eliminazione della caratteristica corte e della torretta che svettava
sul paese.
Protetto
da una montagna ricca di vegetazione e di sorgenti, Terenzo è
un paese tranquillo, ideale per riprendersi dalla vita frenetica di
ogni giorno e per riavvicinarsi alla natura: è possibile scorgere,
senza troppa difficoltà numerose specie di animali, lepri, fagiani,
caprioli, cinghiali, ricci e volatili
rari come il picchio e la civetta.
Anche la flora riserva molte sorprese agli appassionati: sui bordi delle
strade è possibile rimanere incantati dalle peonie
e orchidee selvatiche, campanule
e garofanini, viole e primule, per
non parlare delle fragoline di bosco
o dei mirtilli
Ogni giorno numerose sono le persone che vengono appositamente a Terenzo
dai paesi vicini per bere l'acqua fresca
del "bacino" o della "Dinara" o, semplicemente,
per fare una passeggiata in tranquillità.